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lunedì 2 gennaio 2017

Buttare una laurea nel cesso

Riceviamo da una follower che su FaceBook è apparso l'esilarante (se non fosse tristissimo) annuncio dell'ennesima spignattatrice che vuole vendere i suoi cosmetici. Peccato che questa spignattatrice sia pure una collega, e questo ci fa venire voglia di buttare la laurea nel cesso.

Che la signorina sappia la chimica è innegabile, ma non sa assolutamente niente nè di cosmetici, nè del regolamento che li riguarda, nè di leggi fiscali.

E, a nostro modo di vedere, è anche un po' paracula.

Adesso vi spieghiamo meglio, non tanto per scafare la tipa in questione, ma per mettervi in guardia da certi cattivi incontri che potete fare sui social.

La signorina dice di essere laureata in farmacia, e lo prendiamo per buono. Si scusa in anticipo perchè siccome in Università la galenica si fa con paraffina e vaselina (cosa si aspettava, visto che tutto quel che si fa in laboratorio di tecnica farmaceutica finisce nel pattume, supposte incluse?) e non con ingredienti naturali, la sua preparazione è un po' carente ma si sta rifacendo, studiando da diverse fonti, internet incluso, sperando che non incappi in una docente eccelsa come la dolce Carlita.

A seguire pubblica un listino prezzi, con creme viso da 6,56 euro, immaginiamo per un 50 ml, una crema corpo pure a 6,56 ma non sappiamo per che volume, eccetera eccetera.

Sostiene di non avere le spese di un'azienda perchè spignatta in casa sua, e, testuali parole " vendo da privato a privato e non al pubblico,quello che faccio è legale e di questo sono sicura perchè mi sono informata alla USL".

"produco [...] seguendo le buone norme di fabbricazione della Farmacopea e quindi non sono tenuta a fare le analisi"

"insieme al prodotto mando un'etichetta telematica, via mail, ma se uno vuole gliela mando anche cartacea".

"dal punto di vista sanitario garantiscono la mia parola e le norme della Farmacopea"

" per i cosmetici che faccio io non c'è una legge precisa, perchè non sono cosmetici medicati come nelle farmacie, ma formati da sostanze che il nostro corpo produce autonomamente ad esempio acido jaluronico, per cui nel mio caso non c'è la stessa restrittività dei cosmetici che vedete in commercio"

"al medico della USL io ho spiegato che tipo di cosmetici faccio e lui mi ha detto che potevo agire come sopra descritto senza restrizioni particolari, perchè nei miei cosmetici non metto principi attivi sintetici (ad esempio antifungini o antibiotici) con azione medicamentosa, ma sostanze naturali o derivate da naturali"

Bene.
Da dove cominciamo?

Cominciamo con l'asciugarci gli occhi, o perchè abbiamo riso troppo o perchè presi da un pianto sconsolato.

Proseguiamo poi con le dovute precisazioni, del tutto superflue per chi ci segue, ma che speriamo che arrivino alla "collega" (sigh).

Produrre cosmetici in officine non conformi è illegale. Si può autoprodurre solo per se stessi. E basta.

Non esistono deroghe.

Vendere da privato a privato è vendere. Commercializzare. Quindi immettere sul mercato. L'acquirente, chiunque esso sia, deve avere un prodotto certificato sicuro nelle normali e prevedibili modalità d'uso.

Quindi, oltre che a rilasciare doverosa fattura, devono essere conformi al regolamento, con l'etichettatura fatta come si deve appiccicata sul vasetto, con la loro notifica, il loro PIF. Che però nessuno si prenderà la responsabilità di fare per un prodotto fatto in casa, in cui la "produttrice" si autocertifica esente da analisi perchè segue le GMP della Farmacopea.

La signorina in questione non h la minima idea di cosa sia un cosmetico, come vada fatto e non si è MAI letta il regolamento (bastava fermarsi all'articolo 2, cos'è un cosmetico, e avrebbe capito che i cosmetici sono regolati tutto nello stesso modo, non ci sono quelli che rientrano nel regolamento e altri no), ma neanche gli allegati dove sono riportate le sostanze. Avrebbe evitato di menzionare gli antibiotici... che fra l'altro in origine venivano da una muffa, più naturale di così!

Ci piacerebbe capire anche, secondo la sua eccelsa conoscenza della materia, cosa c'è di medicato in un cosmetico venduto in farmacia, che se fosse medicato non sarebbe un cosmetico.

Quello che però ci fa pensare male, molto male, ma proprio molto molto male, è che attribuisca ad un medico della USL delle affermazioni che non possiamo assolutamente credere che costui abbia fatto.

Anche se l'interlocutore è medico, e quindi distante anni luce da un cosmetico, alla ASL, tutte le ASL di Italia, ormai il regolamento lo conoscono bene. Tutti i funzionari delle ASL sanno che i cosmetici e la loro produzione sono regolati dal regolamento 1223/09. Ormai lo sanno anche i sassi.

A meno che la signorina non si sia rivolta a uno dell'accettazione per le ecografia, qualunque funzionario le avrebbe risposto differentemente. Che lei lo attribuisca ripetutamente ad un medico della USL ci fa pensare male, molto male.

Per cui lasciamo questa dotta a farsi la crema alla cicuta, che è naturale, sperando che ormai il popolo del web sappia autopreservarsi da tali incontri - anche se non ci crediamo molto - e che da costei e altri suoi simili eviti di acquistare.


Intanto noi buttiamo la laurea nel cesso.







1 commento:

  1. Eh, avere una laurea vuol solo dire aver passato degli esami, mica essere intelligenti...

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